Matteo 22, 2ss

La riflessione biblica di quest’oggi ha come scopo farvi conoscere la via che porta a Dio.

Spesso sento dire: “Qual è la via giusta? Tanti hanno la pretesa di stare nel giusto!”. Altro non fanno che aggiungere confusione a quella già esistente.

 

Immaginate di dover partire per un lungo viaggio; lo fareste senza un minimo di pianificazione? Perlomeno gli aspetti di base: dove andare e come giungere a destinazione. Eh si, molto tempo prima della partenza vi procurerete cartina stradale, mappe del luogo, informazioni per ottenere le giuste indicazioni... Bisogna sapere dove andare!

 

Tanti, dicevo, pretendono di rappresentare la “via giusta”, di portare le persone a Dio e di far parte della “sola organizzazione religiosa che scamperà dall’imminente giudizio di Dio”.

Si, tante sono le religioni nel mondo e altrettanto numerosi gli insegnamenti su Dio. Cosa fare?  Qual è la religione giusta?

Poniamoci alcune domande

Chi è Dio?

Alcune settimane fa, un uomo che si professava ateo confessava ad un mio amico il suo bisogno, in realtà, di credere… Si, credere in un essere supremo, l’assoluto, e conoscere chi veramente Egli è, è vitale per l’uomo sulla terra!

Chi è Dio? E come possiamo conoscerlo?

 

Per ricevere la risposta a questa domanda non bisogna rivolgersi all’uomo, ma a Dio stesso. Come? Leggendo la Bibbia, perché è proprio attraverso questo  libro che Dio si rivela a chiunque è desideroso di conoscerlo.

Leggendo il Suo libro scoprirai che Dio è meraviglio, glorioso e unico. E’ auto-esistente ed eterno e in Lui non c’è mai stato un tempo di inesistenza: ha creato il tempo, lo spazio e tutto ciò che esiste.

Dio non ha eguali; Egli è incomparabile. Leggi cosa dice di Lui nel Salmo 113,1ss.

Dio è anche santo e non vuole, né può tollerare alcun peccato. E ciò costituisce un grande problema per noi uomini.

 

Infatti, pur essendo creati da Dio a Sua immagine e a Sua gloria, abbiamo peccato!, infrangendo questa immagine.; sicché il problema principale per l’uomo è essere a posto con Dio. Nulla dovrebbe frapporsi fra noi e Dio. Purtroppo non è questa la realtà: l’uomo ha disubbidito alla legge di Dio!

 

Ora, la Bibbia dice che l’uomo è sotto il giudizio e l’ira di Dio, proprio a causa del peccato.

Il peccato ha creato una voragine invalicabile tra te e Dio. E tu non puoi far niente, proprio niente, per attraversare questo spazio che ti separa da Lui: dal Dio perfetto e santo e che non può tollerare il peccato.

Come credi di risolvere questo problema? Tu dirai: “Beh, è ora di  voltar pagina: devo raccogliere le mie forze e fare del mio meglio!”. Ciò è lodevole, sembrerà anche giusto, ma …il Signore dice nella Sua Parola: ” V’è tal via che all’uomo sembra diritta, ma finisce col portare alla perdizione”! (Proverbi 14,12).

 

Immagina di essere invitato presso un grande ristorante di lusso, ad una festa di gala. Tu vesti bene e con abiti costosi. Ti trovi all’entrata del ristorante, ma uno degli uscieri non ti permette di entrare. Rimani gelato! Ma poi chiedi: “Perché”. Ti viene risposto: “Non porti la cravatta.” Tu rispondi: “In vita mia non l’ho mai usata: l’importante è vestire bene!!”. Ti dice: In questo luogo non è permesso entrare senza cravatta”. Sconsolato ti allontani verso l’uscita, ma poi ti senti chiamare. E’ l’uscire. Viene verso di te con alcune cravatte nelle mani e ti dice: “Prevedendo dei casi come il tuo, il proprietario, egli stesso, conserva varie cravatte a disposizione di chi ne è sprovvisto”.

 

Dio ha stabilito che per avere libero accesso alla sua presenza, l'uomo deve possedere il giusto abito: una giustizia perfetta; senza la quale a nessun peccatore sarà mai permesso di poter entrare in cielo e di conoscerlo. Stando così le cose, tutti siamo sotto condanna!

L’Evangelo, ossia la Buona Notizia, dice che Dio ha provveduto a soddisfare le sue stesse richieste: ha procurato il "vestito" appropriato di cui abbiamo bisogno, cioè "la giustizia di Cristo".

Cristo, il Suo Figlio, morendo alla croce ha pagato al posto nostro per i nostri peccati; ha compiuto un’opera completa, un sacrificio irripetibile perché perfetto. La sua croce (la sua opera) è l’unico mezzo per attraversare la voragine creata dal peccato.

Davide Martella