Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unico Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna (Evangelo di Giovanni 3,16).

 

Un uomo della Riforma del 16° secolo definì  questo verso della Scrittura: “la Bibbia in miniatura”. Infatti, esso sintetizza l’intera storia biblica delle relazioni tra Dio e gli uomini.

 

Parlare in modo esauriente su questo Amore è impossibile. Si tratta dell’Amore di Dio, e Dio non è un uomo! Ad ogni modo ne parliamo, “balbettando”, diceva Agostino d’Ippona, proprio come dei bambini non ancora svezzati.

Conoscerlo a fondo è utopia. E’ mai possibile svuotare i mari che bagnano la nostra penisola in una tazzina di caffè? A ciò corrisponde la pretesa di sapere tutto sull’Amore di Dio.

Agostino, cimentatosi ormai per anni in questo studio sull’Amore divino, allo scopo di esaurirne il tema, si rese conto che ancora poco o niente aveva appreso –seppure fosse giunto in profondità- e che scarsa era la sua conoscenza... Un mattina, in meditazione sulla spiaggia, scorse in lontananza un bambino che, con una rudimentale secchia nelle mani, entrava e usciva dall’acqua, intento a riempire d’acqua una profonda buca  che aveva scavato nella sabbia. Alla domanda del filosofo: “Cosa intendi fare?”, rispose: “Voglio svuotare il mare in questa buca!”. Agostino capì che ciò era, precisamente, quanto lui stava cercando di fare!

Dio è Amore. Profonda verità circa la natura e il carattere di Dio

…ha tanto amato…La quantità dell’amore di Dio è incalcolabile.

…ha dato il Suo unico Figliuolo; Questo Figlio, Gesù, lo diede in sacrificio per i peccati dell’uomo.

…affinché chiunque crede in Lui…-Dio ama tutti gli uomini.- …non perisca…-e vuole che tutti siano salvati, credendo nel Suo amore che libera!

…ma abbia vita eterna. Nel Suo amore, Dio è il più grande donatore: ha donato il meglio del cielo, Gesù, e, per mezzo di Lui, la vita come possesso attuale e nella gioia futura dopo la morte, ad ognuno che, come te, se lo farai ora, crede con tutto il cuore in Lui, Gesù, il Salvatore di tutti.


La notizia che Dio è Amore ha recato salvezza ad un numero incalcolabile di persone in tutti i tempi.

 

Un uomo di Chicago, mentre si dirigeva verso il luogo da lui scelto per togliersi la vita, strada facendo, il suo sguardo cadde su di una scritta all’interno di un locale: Dio è Amore. La sua vita fu sconvolta nel sapere che qualcuno lo amasse!

 

Un mio amico incontrò “casualmente” un missionario a poca distanza dal luogo in cui si sarebbe voluto suicidare. Costui, con singolare sfrontatezza, gli disse: Dio ti ama! Tre parole che penetrarono nel cuore di chi, così solo al mondo, ora è conquistato dall’amore che libera!

Tanti, anche fra i “grandi”, si tolgono la vita perché convinti che nessuno li ami. Le statistiche parlano chiaro: nel 1988 in Italia ci sono stati 3810 suicidi. A distanza di 20 anni i suicidi sono aumentati del 65%. Lascia riflettere che il 40% sono persone dai 65 anni in su.

C’è qualcuno, il diavolo, che da sempre cerca di insinuare nella mente delle persone la menzogna che Dio non è amore. Come? Un solo esempio: Quante volte hai sgridato tuo figlio dicendogli: “Adesso Gesù non ti ama più!”? Un erroraccio!!

Come vorrei raggiungere in tempo i prossimi suicida, per dirgli: “Dio vi ama!”

Alcuni dicono che Dio ama soltanto coloro che, convertiti, decidono di amarlo. Per quanto possa sembrare logica, non è, però, un’idea contenuta nella Bibbia che, al contrario, dice: In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio…(prima lettera di Giovanni 4,10). E qui ci confrontiamo con un’altra caratteristica dell’amore di Dio: per nulla attratto da una qualche espressione d’amore da parte nostra, è stato lui a prendere l’iniziativa…

In noi c’era solamente peccato e ribellione; il suo amore ci venne incontro: Dio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (lettera di Paolo ai Romani 5, 8).

Il mio lettore, sicuramente conoscerà la parabola, raccontata da Gesù, del figliuol prodigo. Umanamente parlando non esisteva alcun motivo valido che giustificasse il ritorno del giovane presso la casa paterna. Perciò, penso che  non fu per niente facile da parte sua decidere, anzi…Nessun motivo, solo l’idea (la certezza) che il Padre l’amava nonostante…, convinse il giovane prodigo a ritornarvi.

Dio mostra la grandezza del Suo amore… Non si tratta di una vaga idea o di una favola, ma di un fatto! E la fede cristiana poggia sopra dei fatti ancorati ed evidenti. Dio, nel suo infinito amore, ha dato l’amato: Gesù, il Suo Unico Figlio. Questi nel Suo amore ha compiuto appieno la volontà del Padre, dando Sé stesso alla morte per noi; il Suo Spirito riempie il cuore del credente dell’amore di cui Dio ci ha amati.

Si, questo amore smisuratamente grande mi convinse, un giorno, proprio come il prodigo figlio, a fare ritorno fiducioso dal mio Padre Celeste.


Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5, 8).

 

Chiudevo le riflessioni sull’Amore di Dio (vedi secondo articolo) citando il verso sopra riportato, e che ora voglio brevemente commentare.

E’ pressoché impossibile su questa terra trovare persone disposte a dare la propria vita per un altro, ancor meno offrire un proprio figlio…Se la memoria non mi tradisce, la storia  ricorda pochissimi casi di estremo sacrificio.

Si racconta di un padre che, approfittando della festività scolastica, portò con sé a lavoro, presso un ponte levatoio, suo figlio di 10 anni.

Occupato nel rispondere ai messaggi radio provenienti dai vari mezzi in navigazione, non si accorse che il bambino, giocando, si era allontanato fin giù alla scarpata del grande canale: se ne avvide solamente quando senti le urla del piccoletto scivolato in acqua.

Velocemente abbandona la cabina di comando del ponte per correre a salvare suo figlio ma, nello stesso tempo, si accorge che è in arrivo, vicinissima ormai, la nave di crociera. L’uomo è preso da panico: da un lato, il figlio che rischia di annegare; dall’altro, il comando del ponte per evitare il disastro!” Quale sarà, secondo voi, la decisione di quel padre? Sembrerà strano…: riprendere il proprio posto nella cabina di comando!

Passata che fu la nave, corse immediatamente in aiuto di suo figlio ma, purtroppo! era troppo tardi.

Questa storia (che ci stringe il cuore) costituisce un esempio vivente di responsabilità umana, ma ci porta anche a considerare un’altra storia di  un Padre e di un Figlio: duemila anni fa Dio, il Padre Celeste, non risparmiava il Suo unico Figlio, ma lo dava per tutti noi, abbandonandolo nelle mani dei malfattori, alle sofferenze -non solo fisiche- e alla morte. In croce, rivolgendosi a Dio Suo Padre, gridò: “…perché mi hai abbandonato?”. Egli soffrì la rottura della comunione col Padre Santo e perfetto, poiché divenne peccato per noi; mori al posto nostro, poiché pagò per i peccati di noi tutti (peccati che ci condannavano alla perdizione), prendendoli su di Sé sul legno della croce.

Tutti sotto il giudizio di Dio! Ma Dio mostra la grandezza del proprio amore…, e chiunque crede in Gesù, quale sostituto per i nostri peccati (Egli è diventato peccato per noi), non è giudicato…, poiché avendo creduto in Lui è passato da uno stato di separazione (di morte) da Dio, nella piena comunione con Lui: in uno stadio permanente di  vita!

E’ alla croce che vediamo la infinita grandezza dell’Amore divino (Romani 8, 32).

Davide Martella